lunedì 8 novembre 2010

L'ANIMA GEMELLA: RECENSIONE


Che cosa è disposta a fare una donna respinta per riprendersi l’uomo che ama? Semplice: di tutto! C’è questo semplice assunto alla base del film diSergio Rubini “L’anima gemella” con Violante Placido 4. Teresa (la bravissima Valentina Cervi) vuole essere a tutti i costi Maddalena, sua cugina, per riuscire finalmente a far innamorare il suo Tommaso. Dopo essere stata abbandonata sull’altare ed ossessionata da questo pensiero si affida ad una sedicente maga ed al figlio barbiere per impossessarsi del corpo della bellissima cugina. Rubini ambienta il suo drammone dai risvolti quasi sempre comici in una Puglia magica, tra un matrimonio che non s’ha da fare e riti pagani pericolosi. I personaggi principali si muovono sullo sfondo di un’ambientazione realistica, fatti di luoghi (anche fin troppo) comuni del sud Italia: le comari che sanno i fatti di tutto il paesino, il barbiere come luogo di ritrovo; il lavoro dei pescatore e quello faticoso delle saline. Un mondo esotico, in cui la religione cattolica è vissuta al pari della magia. La sceneggiatura passa con disinvoltura dalla commedia napoletana, alle tragedie greche: del resto in entrambi i generi filtri d’amore, magie, maghi, streghe, stregoni, messe nere e roba simile sono all’ordine del giorno. Il sogno d’amore di Teresa con uno scambio di corpi si realizzerà, ma alla fine siamo davvero così sicuri che basti un aspetto fisico nuovo per far innamorare?

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