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mercoledì 2 marzo 2011

RAY: RECENSIONE

Postato anche su Voto10...

Come nasce una leggenda? Come si diventa un mito? Come si cambia lo status quo? Sono queste le domande a cui risponde il regista Taylor Hackford con il film “Ray”, biopic dedicato alla stella del pianoforte Ray Charles, il primo a mescolare insieme generi musicali diversi: rhythm and blues, musica country, gospel, rock’n’roll…

Certo come ogni nuovo esperimento prima di affermarsi c’è voluto del tempo e ripercorrendo le tappe della vita del musicista, scopriamo tutto il passato dell’uomo Ray: il suo passato turbolento, la droga, i rapporti con la famiglia, le donne che lo accompagnarono nella sua carriera, la difficoltà ad imporre la sua musica per quelle odiose leggi razziali.

Ovviamente c’è il racconto della malattia: un bambino sfortunato che smette di vedere i colori, a causa di un glaucoma all’età di cinque, acquisendo però la capacità di trasformare i suoi sentimenti, i suoi pensieri, in musica. Soffermandosi sui risvolti psicologici della vita di Ray Charles, con una fotografia che riscalda l’anima, il film è un omaggio ad un uomo che ha vinto sulla sfortuna e la vita. Eccesso di encomio e patetismo? Forse sì, ma la musica fa perdonare anche questo! 

Attraverso delle vigorose mani che scorrono, contro tutto e tutti, su un pianoforte, tra tasti bianchi e tasti neri, questa pellicola entra e rimane dentro lo spettatore, aiutata dalle meravigliose note dei successi intramontabili del bluesman: “Georgia on My Mind”, “I Can't Stop Loving You”, “Unchain My Heart” e “Hit the Road Jack”…

Da ammirare la straordinaria interpretazione di Jamie Foxx, particolarmente ispirato nelle vesti di Ray Charles, tanto da vincere nel 2005 sia il Golden Globe sia l’Oscar come Miglior Attore Protagonista.

lunedì 8 novembre 2010

APPUNTAMENTO CON L'AMORE: RECENSIONE



Ti aspetti il solito film per giovani adolescenti innamorati e scopri che “Appuntamento con l’amore” è tutt’altro! Un film sull’amore e sui clichè sanvalentiniani, ma tranquilli, a dispetto del titolo, nessuno rischia una crisi di iperglicemia. Bravi gli americani e bravo soprattutto il regista Garry Marshall, che porta sul grande schermo un cast stellare di attoroni internazionali, realizzando quella che possiamo definire una “very typical american comedy”; una vera commedia americana, di quelle che ti fanno dimenticare per due ore (e due minuti per l’esattezza) la vita quotidiana, per regalare una serie infinita di battute e situazioni comiche. Per scelta, non faremo i nomi degli attori del film perché sono tutti talmente simpatici e auto-ironici che elogiarne qualcuno sarebbe un torto verso gli altri. Fiori, cioccolato, bigliettini, caramelle, amore, cupido, corna, sesso, anelli, matrimoni e chi più ne ha, più ne metta: in questa pellicola c’è proprio tutto. C’è una storia, anzi ci sono delle storie tutte abilmente intrecciate dalla magica penna di Katherine Fugate, che accompagna lo spettatore nello sciogliere alla perfezione la matassa delle vicende che si succedono con frenesia (ordinata!) sullo schermo. Quello che più sorprende è il cinismo di qualcuno, che nemmeno nel giorno più “amoroso” dell’anno, riesce a lasciarsi andare; del resto “San Valentino arriva come ogni anno” e come ogni anno tutti vogliono ostentare il proprio amore. Frizzante, zuccherato, ma mai smielato. Se si vuole trovare una pecca - oltre alla traduzione del titolo originale da “Valentine’s Day” nel nostro non-sense “Appuntamento con l’amore” – la si può trovare nella distribuzione che esce con 28 giorni di ritardo rispetto al 14 Febbraio non sfruttando (come successo negli States) questa potenziale macchina da soldi.

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