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sabato 26 marzo 2011

THE WARD - IL REPARTO: RECENSIONE

Postato anche su Voto10...

Il ritorno alla regia di John Carpenter, dopo nove lunghi anni di assenza, è con un thriller psicologico ambientato in “The Ward”, un reparto appunto. La protagonista è la giovane Kirsten, interpretata da Amber Heard che si sveglia ricoverata in un ospedale psichiatrico e non riesce a ricordare per quale motivo sia finita lì dentro. L’unica cosa che la protagonista sa è che in quel luogo, tra porte che scricchiolano e urla soffocate dal silenzio della notte, non è al sicuro. 

La storia è abbastanza banale. Inoltre il suo procedere in modo scontato non la rende per nulla accattivante o creativa. Una sorta di visto e rivisto, in cui inserire tutti i ricordi di psicodrammi passati per il grande schermo. 

Quello che Carpenter realizza è un compito decente, ma certamente non all’altezza dei suoi film migliori. L’atmosfera che si respira guardando il film, è di nostalgia, soprattutto di un modo di fare cinema che ormai appare obsoleto. Ammirando le immagini e le sequenze, formalmente impeccabili, realizzate dal regista, sembra di assistere ad un film di fine anni Settanta, come se qualcuno avesse riportato alla luce una pellicola dimenticata. Le situazioni narrative ricordano molto quel periodo, tanto che raramente si prova paura, in un lavoro che dovrebbe essere inquietante e horrorifico. 

Dunque l’unica buona notizia per i fan di Carpenter è il suo ritorno sulla scena cinematografica. Non altrettanto buona la mis à scene del film. Forse il buon John ha il braccio un po’ arrugginito. Speriamo ritrovi lo smalto dei giorni migliori nei suoi prossimi progetti.



lunedì 8 novembre 2010

PARANORMAL ACTIVITY: RECENSIONE


Nella mitologia grego-romana qualche volta la Fortuna è raffigurata come una donna con un’unica ciocca di capelli che il “fortunato”, quando le passa vicino, deve riuscire ad afferrare. E questo è quello che ha fatto Oren Peli, regista, sceneggiatore, montatore e produttore del film horror “Paranormal Activity”. Solo che la Fortuna di Peli ha un nome, un cognome ed un curriculum vitæ cinematografico di tutto rispetto: Steven Spielberg, innamoratosi di questa pellicola low budget. Il film infatti, costato appena 15.000 dollari, è già diventato un cult negli States, grazie ad un semplice quanto efficace passaparola su Facebook. La strategia del marketing virale, messa in atto dalla Paramount, ha poi fatto tutto il resto: basti considerare che al box office americano ha già superato settemila volte il costo iniziale, diventando il film più remunerativo nella storia del cinema. La vicenda di Katie, ossessionata da una misteriosa presenza, e del fidanzato Micah sembrerebbe ispirata ad una vicenda realmente accaduta al regista. Tutto in questa pellicola è amatoriale: dalle riprese (fatte da Micah e Katie stessi), agli attori (entrambi i protagonisti sono alla loro opera prima). Una specie di Grande Fratello casalingo per capire che cosa sta succedendo in quella casa piena di strani fenomeni. Di certo piacerà agli appassionati del genere horror anche se in molti punti la storia risulta ridondante e a tratti noiosa. Si passa con troppa disinvoltura dal voler imitare “The Blair Witch Project” alle citazioni più eleganti de “L’Esorcista”, passando anche per l’immagine di Samara di “The Ring”. La sceneggiatura non è all’altezza della brillante idea che muove il film: è davvero poco credibile il comportamento che hanno i due personaggi durante lo svolgimento dell’azione. Il film vuole giocare più sulla tensione che sullo splatter, riuscendoci solo nella prima parte. Leggermente banale e terribilmente scontato tutto il resto. Aspettatevi un sequel (ahinoi) con un budget che sarà settemila volte più alto.

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